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Benvenuto

logoIl coro nasce nel 1997 a Bassano del Grappa (VI) per volontà di un gruppo di amici, provenienti da diverse esperienze corali.

Nel 2001 assume la direzione il M.o Giovanni Mayer, pianista e compositore, e il coro intraprende un percorso musicale che lo porta ad affrontare il repertorio d'autore.

Come tributo alla città di Bassano del Grappa nel 2003 assume la denominazione di "Vecchio Ponte" nell'intento di essere ponte sonoro fra tradizione e modernità dell'espressione musicale. Da quel momento l'attività canora si è concretizzata in quasi quattrocento concerti, partecipando a rassegne nazionali e internazionali (Italia, Austria, Germania, Olanda, Turchia e Ungheria), proponendo un repertorio di oltre 100 composizioni.

Collabora fin dal 2001 con il gruppo di poeti dialettali Amissi dea Poesia "Aque Slosse" partecipando ai loro annuali appuntamenti poetici e curando l'esecuzione musicale di brani composti su testi poetici originali.

Dal 2001 organizza ogni anno rassegne di canto corale: quella "Vox Choralis", che si svolge nella prima settimana di giugno, la rassegna Cori a Natale a Bassano del Grappa nel periodo d'Avvento e, in collaborazione con la sezione bassanese del Club Alpino Italiano, la manifestazione Sentieri Corali, concerto itinerante sui sentieri montani del massiccio del Grappa e dell'Altopiano di Asiago, che si svolge l'ultima domenica di maggio o la l^ di giugno.  

Oltre alla partecipazione e alla organizzazione delle varie rassegne corali il coro Vecchio Ponte è impegnato anche nella promozione e valorizzazione di importanti siti di valore storico-ambientale attraverso la realizzazione di concerti svolti nel loro ambito naturale tra questi quello per il Solstizio d'Estate che, dal 2009, accomuna il bel canto a opere risalenti all'epoca viscontea presso il parco delle Antiche Prese Idrauliche sul fiume Brenta, in località San Lazzaro a Bassano del Grappa, restaurate grazie agli interventi conservativi voluti dal Consorzio di Bonifica Brenta.

Nel 2011 riceve dalla Città di Bassano del Grappa il riconoscimento ufficiale di "Gruppo di musica popolare e amatoriale di interesse comunale" in occasione dei 150 anni dell'Unità d'Italia.

 INTO N '8

All'interno del Coro, per volontà del maestro Giovanni Mayer, nel 2011 è nato l'ottetto vocale INTO N '8 che propone un repertorio che sperimenta nuove forme di vocalità e nuovi generi musicali quali pop, jazz, rock negli stili barbershop e doo-wop.

Il Coro Vecchio Ponte ha registrato e pubblicato i CD "Canta e Racconta" nel 2003, "Emozioni e Ricordi" nel 2007 e, in ultimo, "Silenzi e Allegorie" nel 2017 con la nuova intestazione Coro Vecchio Ponte (G. Mayer) in memoria e nel ricordo del proprio maestro prof. Giovanni Mayer venuto a mancare nel giugno del 2016 dopo aver diretto l'ottava rassegna del "Solstizio d'Estate".  

30-coro vecchio ponte

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Cantare in Montagna Wolfsberg Carinzia (Austria)

 

 

Cantare in Montagna

Il Coro Vecchio Ponte ha partecipato al Festival Corale Internazionale Wolfsberg Carinzia (Austria)

dal 1 al 4 settembre 2016

 

 

 

 

 

 

 

 

 

I canti del coro “Vecchio Ponte” per l’addio al prof. Giovanni Mayer

 

 

la chiesa di Santa Croce gremita per l’addio al prof. Giovanni Mayer

 

I canti intonati dal coro “Vecchio Ponte”, al quale si sono uniti i numerosi fedeli presenti, ieri hanno dato l’addio a Giovanni Mayer, 56 anni, il docente di musica dell’istituto Rodari di Rossano stroncato da un malore nella notte tra sabato e domenica, lasciando nello strazio le sorelle Edda e Anna, i congiunti e quanti gli volevano bene.

La cerimonia funebre si è svolta nella chiesa di S. Croce ed è stata celebrata dal parroco don Stefano Mazzola, affiancato sull’altare da don Antonio Gonzato. Lo stesso don Antonio, che aveva retto la parrocchia, negli anni ’80 conserva un vivio ricordo dell’insegnante, che aveva guidato il coro della chiesa.

Giovanni Mayer si è spento poche ore dopo aver diretto il coro “Vecchio Ponte” in un concerto.

Attorno al feretro si sono stretti i colleghi dell’istituto Rodari, gli alunni impegnati negli esami di terza media e il sindaco di Rossano Morena Martini. Presenti anche diverse autorità.

«La musica - ha sottolineato il parroco - è stata per Giovanni amica, amante, motivo di sollievo e conforto nei momenti più difficili di un’esistenza che s’è fatta breve».

Al termine della cerimonia, sul piazzale della chiesa sono stati ricordati gli insegnamenti di Giovanni Mayer.

«Giovanni - ha sottolineato la preside Anna Segalla - come vicepreside ci ha aiutato a creare un istituto più unito e più bello: lo voleva il migliore del mondo. Ha operato con intuizioni che hanno anticipato i tempi».

Hanno poi parlato alcuni allievi. «Anche quando non parlava di musica - ha ricordato una studentessa - riusciva e renderci partecipi. Ci ha fatto comprendere quanto è importante imparare e quanto la musica è uno strumento utile per la vita».L.Z.

"IN MEMORIAM" di Sharon Fridman con 100 danzatrici e 300 coristi

manifesto in memoriam smallUna nuova produzione in prima nazionale, ideata appositamente per il centenario della Grande Guerra, un progetto site specific per 100 danzatrici e 300 coristi, pensato per i luoghi simbolo della Grande Guerra: a partire da Piazza Libertà di Bassano del Grappa (23 luglio) ai Sacrari del Monte Grappa ( 24 luglio) e di Asiago-Leiten (25 luglio) . La direzione artistica è affidata al coreografo e danzatore di origine israeliana ma attualmente basato in Spagna,  Sharon Fridman.

Una creazione corale che vedrà l’impegno, oltre che dei danzatori della Compagnia di Fridman, anche di 100 danzatrici provenienti dalle compagnie e dalle scuole del territorio e di  300 coristi appartenenti ai Cori alpini e popolari della nostra regione, in collaborazione con le associazioni alpini e corali del territorio.
Integrazione dunque tra due linguaggi: quello della danza contemporanea e quello della musica popolare più evocativa, per ricreare in un grande affresco la memoria dei fatti e soprattutto la memoria degli uomini che trovano riposo nelle architetture silenziose teatro del progetto.
La creazione site-specific sarà come un dipinto che si frantuma, esplodendo in un rimescolio fisico, di movimenti complessi e incastri. Il tutto accentuato dall’introduzione, dalla chiusura e dall’inframezzarsi dei canti della grande guerra interpretati dai cori, proprio quelli che finora ne hanno conservato e tramandato la memoria più viva e toccante.

E sarà slancio dei corpi in movimento, dove le sensazioni sono amplificate e ci si trova coinvolti in una scena viva, che parla, dove il danzatore partecipa con la propria materia e con la voce: respiri, affanni, gemiti che calcano ancora di più i passi. Corpi che vivono di leggerezza e come le foglie seguono il moto della caduta libera. Le cadute sono quelle che sappiamo e che celebriamo, ma sono anche quelle quotidiane, da dove scaturisce la necessità di creare un supporto, fisico ed emotivo, a chi cade e si rialza.

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